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domenica 25 aprile 2021

PARTIGIANI IL GIORNO DOPO

La presentazione alla diretta di oggi, 25 aprile 2021, con Attilia Zanaboni, Luca Casarotti. Coordinamento Antonella Campagna, responsabile eventi Biblioteca Universitaria Pavia. Letture di Francesco Mastrandrea. Canzoni di Matteo Callegari.

La voce che non sentiremo oggi è quella del professor Franz Brunetti, che avrebbe tanto voluto esserci. La pubblicazione su Renato Tisato, curata insieme a Laura Beretta, è nata proprio grazie a lui, ultimo testimone della storia amara, e senza lieto fine, del partigiano Renato Tisato.

Brunetti aprì un cassetto della scrivania e mi consegnò la fotografia formato tessera di Tisato, riprodotta nella pubblicazione.  Me la consegnò con mille raccomandazioni, e con una sorta di imperativo : “raccontare finchè è possibile”. Io allora racconto, per quanto mi faccia male farlo, perché la storia di Tisato si intreccia anche a quella di mio padre, che gli era amico fraterno e collega, e che mi portò a conoscerlo quando non andavo nemmeno alle elementari.

lunedì 22 marzo 2021

UN PARTIGIANO A DONGO

La storia di Renato Codara, detto Codaro, partigiano di Belgioioso, prescelto per la missione di Dongo nella pubblicazione curata da Attilia Zanaboni e Enzo Paravella. E' immaginando Renato nel tristo dopoguerra italiano che ho scritto la mia prefazione al libro. Eccola.

“Dovemmo buttare le armi come un esercito di vinti, nell’aria si sente già puzzo di restaurazione” ( cit. Nuto Revelli partigiano piemontese  ). 

“Una jeep americana ci passò accanto, I poliziotti ci urlarono qualcosa che non capimmo, scesero con il bastone alzato ci fecero cenno di toglierci i fazzoletti rossi” (cit. Mario  Spinella,partigiano toscano )

mercoledì 20 gennaio 2021

PER NOI SOLO IL PARTITO CONTAVA

 COMUNISTI A PAVIA E PROVINCIA - STORIA DI UNO E DI MOLTI - (5 ) ANGELO VIGANI (Belgioioso)

Ognuno muore solo e questa legge crudele meglio di altri la conosce Angelo Vigani che, uomo capace di un impietoso rigore verso sé stesso, nel febbraio 1955 consapevolmente si allontana dalla sua casa di Belgioioso, e se ne va ad aspettare la morte in una campagna dove verrà ritrovato, il giorno 15. Siamo noi a non darci pace della morte solitaria di Angiulin, perché nel suo cuore batteva la nostra storia comune che ci ha visti diventare comunisti.