L”Histoire de la Glorieuse
Rentrèe” (prima edizione 1710) di Henri Arnaud [ nota 1] è il diario di una
marcia e di una guerriglia che vide mille uomini, venti compagnie militari, darsi
raduno sulla spiaggia di Promentoux, a nord del lago Lemano, nella notte tra il
15 e il 16 agosto 1689. Sono clandestini e sono armati:
pistole e archibugi. Per superare i posti di blocco, a volte, catturano un
ostaggio nei villaggi e lo schierano davanti a sè, per evitare altri morti,
loro che di sangue ne già dato tanto. Dopo la vittoria militare sui 2500
soldati francesi di presidio al ponte di Salbertrand, la pattuglia dei mille
uomini prosegue la marcia per valicare il Colle Giuliano e giungere il primo
settembre al castagneto di Sibaud ( località Bobbio Pellice, Torino). Eccoli: qui fanno sosta, dai
Pastori che sono i loro Capitani nella spedizione militare, ascoltano le parole
del Vangelo; poi levano la mano: soldati e ufficiali si giurano reciproca fedeltà. Sanno che non è finita, ma il
cielo sopra di loro è il cielo delle valli che amano e che sono la loro casa
almeno dal 1200. Perseguitati per eresia da secoli e massacrati a migliaia, hanno
resistito in una guerriglia collettiva attraverso l’arco delle generazioni. Solo la ferocia della repressione
congiunta dei savoiardi e dei francesi li avrebbe costretti all’esilio.