domenica 16 gennaio 2022

MIO FRATELLO CHE GUARDI IL MONDO

 "La Teologia degli animali" - riflessione


C’è stata Cleo minuta e bianca con cui ho diviso il latte prima di andare a scuola; e Brando, trovato su un binario della stazione, per cui ogni pomeriggio ho spezzato i biscotti imbevuti nel thè. E Saska dal passo fiero e dall’anima lieta. Con lei, al principio della nostra vita comune, ho camminato un capodanno di neve fino alla chiesa di San Michele lucente nel freddo; di lei non scriverò altro perché ancora mi fa troppo male ripensarla. E c’è stata Kate, bella e misteriosa, tiepida sul cuscino d’inverno, che, da aprile a settembre, mi lasciava per un amico che l’attendeva sullo zerbino, e che per due primavere tornò ad aspettarla, nonostante lei se ne fosse andata per sempre. E Bubi dal corpo massiccio e dagli occhi di angelo, con cui divisi una sola estate d’amore. Sono gatti e cani della mia vita. Ora hanno traslocato nei miei sogni. Non credo li rivedrò mai e non credo che né per me né per loro si apriranno un giorno le porte dell’aldilà.

Tuttavia per me e per loro, a volte, voglio credere alla visione dell’insigne teologo e studioso della Bibbia, Paolo De Benedetti, che tra donne e uomini, contadini e re, pastori e condottieri, sogni e dolori, assassini e incanti che animano la grande narrazione della Scrittura, va rintracciando e interpretando la presenza degli animali, nella convinzione che anche per essi, creature senza peccato, abitanti del cielo e del mare, della pianura e del bosco, nel giorno che non conosce ombra né battere di ore, il Padre che li creati spalancherà  le porte del paradiso, dove rifrange l’intero creato con i suoi fili d’erba e i suoi alberi secolari, e dove si specchia la potenza di un amore infinito che sconfigge la morte.
D’inverno o d’estate, a qualunque ora la luce del giorno cedesse il passo alle tenebre, mai avrei chiuso l’uscio davanti al frenetico zampettio o al tremulo richiamo di un compagno del mio piccolo popolo.
Non credo ad una vita al di là di quella che vivo, ancorata ad una terra instabile e malata. Tuttavia, se mai le porte dell’oltre confine si aprissero per me, avendone facoltà, mai potrei sbarrarle e negare la salvezza a chi mi è stato compagno sul pianeta. “Piccola Pappa, bianca così tacita e stanca anche tu sei partita da una breve vita….. forse ora, felice, tu accompagni San Pietro come andavi dietro a Dulfu, il giardiniere ( cit. De Benedetti Gatti in cielo) scrive Paolo De Benedetti trasformando in versi la convinzione che permea l’intera sua riflessione teorica : “ l’animale compagno di tante solitudini, di tante tristezze, ….ci accompagnerà anche nell’altra via, e non ci si chieda di spiegare il perché” ( cit. Paolo De Benedetti Teologia degli animali). 
Brina, Villar Pellice


Forse, per me, non credente, la convinzione di De Benedetti diventa parte di una religione civile: perché gli occhi di un animale che soffre non sono diversi da quelli di un bambino picchiato ad un confine, di un uomo stremato tra le onde cui non sarà data né arca né zattera né mano amica, di un perseguitato che in una stazione straniera vanamente cerca indicazioni da noi che, in ragione di cosa non so, crediamo d’essere padroni di tutte le direzioni, e signori dell’intero creato, in cui, ignobilmente, per le leggi del potere e del profitto, riduciamo gli uomini a animali terrorizzati e gli animali a macchine che riforniscano di cibo le nostre tavole ingurgitanti e avvelenate.  
Il figlio di Tobia “partì insieme con l’Angelo, e anche il cane li seguì, e si avviò con loro” ( cit. Tobia 6-1 in De Benedetti la Teologia degli Animali”.    
Non ci sono angeli a guidare il nostro cammino. Ma se impariamo a riconoscere in ogni vivente la fragilità, il bisogno e il dolore forse abbiamo già fatto un pezzo di strada. Anche se tanta resta da fare.
Parsifal primo giorno, con Genny

Con me, a camminare, spauriti come fratellini minori di cui reco intera la responsabilità, ci saranno Brina e Parsifal che adesso dormono quieti, e forse sognano lo stesso sogno come si dice accada ai cani che son stati randagi. E chissà che questo sogno non sia il Paradiso

Un grazie speciale a @Letizia Bolzani che mi ha fatto conoscere, e regalato, i libri di De Benedetti, l’uomo che studiava la Bibbia e scriveva poesie sui gatti.

 




 

 

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