domenica 20 febbraio 2022

IMPRESSIONI DI GENNAIO

 

I vigilantes hanno blindato il perimetro della città.

Gli schiavi hanno spianato l’arma senza sicura dall’alto delle mura.

I giullari hanno programmato una ordalia almeno settimanale nella piazza del vecchio mercato.

I nani hanno caracollano per giorni, guidando i carri degli appestati, trascinati da levrieri bianchi e da Veneri nere condotte al guinzaglio.

I servi hanno offerto calici di pernod avvelenato e intonato litanie patriottiche.


I topi fiutano la traccia, osservano lo spettacolo e ridono.

Il contagio è la regola. La parola d’ordine è uccidere. La scadenza è ieri.

Non ci avevamo creduto. Non lo credevamo possibile. Abbiamo taciuto, minimizzato e alzato il bavero del nostro cappotto.

Poi dai monti sono scesi i sicari. Hanno parcheggiato le loro berline sulla riva del fiume.

Mendicanti stracciati e uomini quotati in borsa sono andati loro incontro.  Li hanno abbracciati come fratelli di fede.

Adesso i sicari conoscono la parola d’ordine per entrare in città, ed entrano a frotte con lo scettro, i velluti e puttane bambine, belle come fate portatrici di oro incenso e mirra.

E le fate bambine hanno puntato al cielo il loro minuscolo mignolo, hanno sputato a terra e trasmutato la dolce acqua del fiume in putrido sangue. E noi, uno dopo l’altro, adesso beviamo, convinti, quasi felici in segno di una nuova salvifica alleanza: smetteremo di avere paura e gli con gli altri ci pugnaleremo alle spalle.

Alì dagli occhi azzurri ha tentato la fuga su una carretta.

I sicari lo hanno catturato al raccordo dell’autostrada.

Alì dagli occhi azzurri verrà impiccato e resterà affisso al palo della luce perché ci sia di esempio.

Finchè le braccia non gli si sono spezzate Alì dagli occhi azzurri ha stretto a sè l’ultimo cucciolo abbandonato rimasto in città.

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